Spedire fuori dall’Unione Europea: tutti i documenti e le informazioni necessarie

Spedire fuori dall'Unione EuropeaDevi spedire un pacco in un Paese che non fa parte della Comunità Europea, come ad esempio Svizzera o Norvegia, e non sai da dove cominciare per reperire e compilare correttamente i documenti necessari?

Le spedizioni verso destinazioni extra UE sono controllate e regolamentate dalla Dogana: in questo articolo ti spiegheremo in dettaglio dove trovare tutti i documenti doganali utili e come presentarli per evitare che il tuo pacco possa essere bloccato dagli uffici doganali.

La Dogana: una tutela per i cittadini e il mercato

La Dogana si occupa di controllare e regolamentare la circolazione delle merci da uno Stato all’altro, evitando in una determinata area l’ingresso di merci vietate, pericolose, contraffatte o contrabbandate. Alla Dogana sono soggetti tutti i tipi di merci, sia quelle destinate a scopi commerciali che quelle scambiate a titolo gratuito tra privati cittadini.

Tutti i beni che escono o entrano in un territorio sono contrassegnati da uno specifico codice che permette di individuarne la natura precisa e quindi decidere se sono idonei o meno ad essere accettati e a raggiungere il destinatario.

Il sistema di identificazione utilizzato dagli uffici doganali italiani è il TARIC e prevede per ogni oggetto un codice di 10 cifre composto da una prima parte comune ad una categoria, detta voce di tariffa, e una parte finale variabile, relativa alle caratteristiche specifiche.

Ad esempio le scarpe avranno tutte la stessa voce di tariffa mentre la seconda parte del codice doganale varierà a seconda che si tratti di scarpe femminili, maschili, in pelle, in stoffa, etc.

Oneri e spese doganali per import ed export fuori dall’Unione Europea

In caso di pacchi contenenti beni destinati all’esportazione fuori dall’Unione Europea, la Dogana ha il compito di accertare se si tratti di beni non vietati nei Paesi di destinazione o soggetti a restrizioni e particolari regolamentazioni.

Nel caso di oggetti destinati all’importazione, questi sono già stati controllati e ritenuti idonei dalla Dogana del Paese di partenza della spedizione: pertanto la Dogana si limiterà ad attribuire al ricevente le spese doganali dovute per far entrare il pacco nel territorio nazionale.

Il passaggio doganale di beni commerciali o privati è infatti soggetto ad oneri doganali attribuibili alle attività dei vari uffici di vaglio e controllo: tali spese variano a seconda del valore della merce inviata, che deve essere obbligatoriamente comunicato tramite apposita modulistica, e sono sempre a carico del destinatario, salvo accordi specifici da definire al momento della transazione.

Tutti i documenti necessari per spedire fuori dall’Unione Europea

Oltre a doversi procurare la lista dei beni proibiti o soggetti a restrizioni nel Paese verso il quale si vuole inviare la propria merce, chi spedisce fuori dalla UE deve munirsi di:

  • copia del documento di identità;
  • copia del codice fiscale;
  • fattura pro-forma o fattura commerciale;
  • dichiarazione di libera esportazione;
  • 5 etichette di spedizione (una da attaccare al pacco, le altre 4 da consegnare già compilate al corriere o all’ufficio postale).

Tutta la documentazione dovrà essere prodotta in 5 copie e corredata da firma autentica del mittente: per questo ti consigliamo di compilare il modulo originale senza firmarlo, fotocopiarlo e solo poi firmare di vostro pugno tutte e 5 le copie.

Fattura pro-forma per spedizioni fuori dalla UE

Se non siete più in possesso della fattura commerciale di acquisto della merce o se i beni che spedite non sono destinati alla vendita, dovete compilare una fattura pro-forma che potrete richiedere all’ufficio postale o al servizio di spedizioni con corriere che sceglierete.

E’ necessario compilare tutti i campi del modulo e fornire le seguenti informazioni:

  • indirizzo del mittente;
  • indirizzo del destinatario;
  • scopo della spedizione (regalo, commerciale, etc.);
  • elenco dettagliato di tutti i beni presenti nel pacco;
  • luogo in cui sono stati prodotti;
  • materiali di cui sono costituiti;
  • destinazione d’uso e istruzioni;
  • numero del codice a barre, se presente;
  • valore economico unitario;
  • valore economico totale.

Per avere la garanzia che la vostra spedizione extra UE arrivi a destinazione senza essere bloccata, è necessario compilare in modo accurato e veritiero la fattura pro-forma: se gli uffici doganali dovessero rilevare incongruenze hanno facoltà di bloccare il pacco, ispezionarlo e nel caso anche di rispedirlo al mittente o confiscarne il contenuto.

Nella parte bassa del documento non dimenticate di inserire il nome, il giorno di compilazione della fattura, il vostro titolo (ad esempio: mittente) e una firma autografa.

La dichiarazione di libera esportazione per spedire fuori dall’Unione Europea

La dichiarazione di libera esportazione è un documento che individua il mittente come unico responsabile della merce contenuta nel pacco, che dovrà confermare con una spunta accanto alle varie voci contenute nel modulo, di essere al corrente di tutte le normative e le restrizioni legate alle spedizioni di beni verso il paese di destinazione e dichiarare di non violarne nessuna.

La dichiarazione di libera esportazione dovrà essere accuratamente compilata con:

  • dati personali;
  • indirizzo email;
  • telefono;
  • numero della spedizione (inizia con EPC) contenuto sul documento di trasporto rilasciato dal corriere o dalle Poste;
  • luogo e data di compilazione del documento;
  • firma autografa.

Il codice EORI per esportare merci fuori dalla UE

Se sei un operatore commerciale e il tuo scopo è importare o esportare merci fuori dalla Comunità Europea devi richiedere un apposito codice per poterlo fare: il codice EORI, che identifica in modo preciso un operatore economico ed è composto dal codice ISO, ovvero la sigla del paese di origine, e da una serie di lettere e numeri lunga al massimo 15 caratteri (di solito è la partita IVA o il codice fiscale).

Se non si possiede un codice EORI non si rischia né una multa né il sequestro della merce, ma è probabile che la stessa rimanga bloccata in dogana fino a quando il codice non venga richiesto ed ottenuto dall’operatore commerciale.

In Italia tutti i soggetti che hanno effettuato operazioni doganali sono stati forniti di un codice e registrati nella banca dati EORI: se vuoi conoscere il tuo, clicca qui per scaricare la documentazione messa a disposizione dall’Agenzia delle Dogane.